Cos’altro dovranno sopportare le famiglie, dopo gli aumenti in bolletta di luce e gas? I prezzi dei carburanti sono senza freni: la super e il diesel sono praticamente appaiati a più di 2,20 euro. E chi ne fa le spese? Innanzitutto i consumatori che fra il continuo rincaro dei prezzi dei beni di consumo e la necessità di dover provvedere alle esigenze familiari non riescono più a quadrare i conti.

L’Esecutivo a questo punto ha il dovere di intervenire per contrastare la valanga di aumenti che, inevitabilmente, a cascata ricadono sulle piccole e medie imprese e sulle decine di milioni di consumatori che non fanno altro che essere vessati da rincari, tasse, imposte e accise. Un provvedimento forte e deciso è essenziale: un taglio alle accise (sono ben 19 seppur inglobate in un’unica tassa nel 1995) e la sterilizzazione dell’IVA sui carburanti, già da subito.

Sull’esempio dell’Irlanda che ha annunciato un taglio temporaneo sulle accise applicate su benzina e diesel, per ADOC anche l’intervento dell’Esecutivo italiano deve essere immediato e urgente, con decreto, affiancando poi una generale riforma e revisione complessiva delle accise e degli oneri che appesantiscono bollette e carburanti. Se poi pensiamo che tra le 19 accise c’è addirittura il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935, la crisi di Suez del 1956, le ricostruzioni post Vajont, l’alluvione di Firenze, i terremoti del Belice, del Friuli, dell’Irpinia, per citarne solo alcuni, la decisione può essere presa senza tentennamenti.

Se il Governo non si muove in fretta il rischio è ancora più elevato e grave. Senza un provvedimento tempestivo ci sarà il blocco del trasporto pubblico locale poiché le aziende piccole potrebbero interrompere o ridurre i servizi taxi, bus e pullman, paralizzando il Paese oppure aumentare i prezzi delle corse, con grave danno alle utenze finali. Intanto già da lunedì 14 le aziende di autotrasporto sospenderanno a livello nazionale i loro servizi “per causa di forza maggiore” e cioè l’esplosione dei costi del carburante. E nel frattempo si sono fermati nei porti anche i pescherecci.

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