Giovedì 16 giugno è stato divulgato l’indice definitivo dei prezzi al consumo per il mese di maggio 2022. La rilevazione è stata fatta dalla Commissione Prezzi, l’organo del Comune di Bologna che si occupa del monitoraggio del “costo della vita” nell’area metropolitana. Come di consueto per questo frangente storico, i dati dipingono una situazione sempre più preoccupante, testimoniata dai 2,3 milioni di nuclei familiari che, in Italia, faticano a pagare le utenze.

Prendendo in considerazione gli ultimi 4 mesi (febbraio, marzo, aprile e maggio), l’indice dei prezzi al consumo ha subito una variazione mensile prima dello 0,5%, poi dell’1%, 0,2% e infine dell’1,2%. Ciò significa che il costo della vita, che ha già fatto tornare in auge la nefasta centralità della povertà relativa e assoluta, continua a subire incrementi. Il tasso tendenziale di maggio, ovvero l’aumento percentuale rispetto allo stesso mese di riferimento, ma dell’anno precedente (maggio 2021), è addirittura del +7,9%. Specificatamente, l’inflazione dei beni acquistati con maggior frequenza è del +6,2%. Si tratta di «prodotti e servizi di uso pressoché quotidiano, quali i generi alimentari, le bevande analcoliche e alcoliche, i tabacchi, le spese per l’affitto, i beni non durevoli per la casa, i servizi per la pulizia e manutenzione della casa, i carburanti, i trasporti urbani, i giornali e i periodici, i servizi di ristorazione, le spese di assistenza». Ancora più allarmante, se possibile, il dato relativo ai beni di media frequenza, che si assesta al +11,6%. In questo caso, invece, parliamo di «spese per l’abbigliamento, tariffe elettriche e quelle relative all’acqua potabile e lo smaltimento dei rifiuti, medicinali, servizi medici e dentistici, trasporti stradali, ferroviari, marittimi e aerei, servizi postali e telefonici, servizi ricreativi e culturali, pacchetti vacanze, libri, alberghi e altri servizi di alloggio». Tuttavia, ad allarmare maggiormente la collettività, come preventivabile, è l’incessante rincaro dei beni energetici, che registra un tasso tendenziale del +45,4%, oltre ad una variazione mensile del 3,1%. Tutto ciò, nonostante il Decreto n.38/2022 abbia prorogato lo sconto alla pompa fino all’8 luglio 2022. Non resta che invocare provvedimenti strutturali, in tal senso, che vadano a calmierare il settore, tra i più cari in ambito europeo. Le misure tampone adottate fino a questo momento non sono sufficienti e il malcontento di famiglie e imprese imperversa nelle piazze.

In questa direzione si è mossa l’ADOC, associazione a tutela del consumatore, affiliata alla sigla sindacale Uil, oltre ad Assoutenti e tante altre presenze significative. L’iniziativa “pentole vuote”, metafora della difficoltà delle famiglie italiane di arrivare a fine mese, ha visto la partecipazione, nei capoluoghi di regione, di migliaia di persone. Il carovita obbliga le famiglie a cambiare involontariamente abitudini e comportamenti economici, per riuscire a soddisfare i propri bisogni primari. Al contempo, a rimanere stagnanti sono invece i salari, che come riportato dall’Organizzazione e la Cooperazione per lo Sviluppo Economico (OCSE), in Italia sono addirittura in contrazione di quasi il 3%, nel trentennio 1990-2020.

Oltre a un doveroso rilancio della contrattazione collettiva, nella speranza di accelerare nella maratona verso l’adeguamento salariale, l’area metropolitana di Bologna e l’Italia intera necessitano di misure strutturali per “dare respiro” alla popolazione. Roberto Tascini, presidente ADOC nazionale, ha stilato alcune proposte che si muovono in questa direzione. «Innanzitutto», propone il presidente, «abbassare l’IVA e non pagarla sulla componente parafiscale». Il riferimento è agli oneri generali di sistemi, che si afferma debbano passare alla fiscalità generale, per alleggerire il peso della bolletta. Misura attuata anche dalla Germania durante la pandemia, per aumentare la domanda aggregata e stimolare i consumi. Il Presidente Tascini, inoltre, consiglia l’abbassamento della soglia per ottenere il bonus energia, lo snellimento degli iter autorizzativi per aderire alle comunità energetiche rinnovabili e la sospensione dei distacchi per morosità, specie se involontaria.

Il prossimo 5 luglio, la Commissione Prezzi dell’area metropolitana di Bologna si incontrerà nuovamente. Tuttavia, le buone speranze sono ancora lontane dal realizzarsi. Il conflitto russo-ucraino, che ha generato un aumento del costo del carburante, ha logicamente impattato sui costi di trasporto delle aziende, provocando ingenerosi rincari sui prodotti finiti. Ciò che più preme, oggi, è un’unità d’intenti tra politica, sindacati e associazioni dei consumatori, oltre alle istituzioni tutte, per riuscire ad invertire questo trend d’afflizione e riportare al centro la dignità del consumatore, del lavoratore e dell’essere umano.

M.M.

“Realizzato nell’ambito del programma generale d’intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. D.M. 10/08/2020”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *