La crisi climatica non è più una questione astratta o confinata ai vertici internazionali. Secondo l’IPCC, l’aumento medio della temperatura globale ha già superato +1,1 °C rispetto all’era preindustriale, con effetti evidenti anche in Italia: solo nel 2023 si sono registrati oltre 350 eventi climatici estremi, tra alluvioni, ondate di calore e siccità. Eppure, la risposta collettiva resta debole, frammentata, spesso emergenziale.
Qui si inserisce il nodo dell’educazione ambientale. Non basta conoscere i dati scientifici se questi non diventano consapevolezza diffusa e azione collettiva. L’associazionismo ha un ruolo cruciale nel colmare questo divario culturale, costruendo spazi di formazione, confronto e partecipazione. Educare al clima significa aiutare le persone a capire che le scelte quotidiane, ma soprattutto quelle politiche ed economiche, hanno un impatto diretto sul futuro del pianeta. Senza questo passaggio, il rischio è che la crisi ambientale venga percepita come inevitabile, anziché come una responsabilità condivisa.
“Attività relative e spese sostenute nell’ambito del progetto L.R. 27 marzo 2917, n.4, annualità 2025″
